Cos’è Tumblr e come farlo funzionare al meglio

Due grandi notizie per la comunità di Tumblr: il 20 maggio il social passa nelle mani di Yahoo! e qualche giorno dopo esce l’e-book “Starter Kit per Tumblr” edito da 40k unofficial. In questo post ci concentriamo sulla seconda [e più importante] notizia intervistando l’autrice, Laura Fontana – nostra super-blogger -, che ci mostrerà come Tumblr è il posto più bello del web.

Raccontaci com’è nata l’idea di dedicare un e-book su Tumblr.

Avevo già scritto diversi articoli su Tumblr, un social network che ho seguito e mi ha affascinato fin dalle origini, ma è stata la casa editrice 40k (che aveva appunto intercettato i miei articoli) a propormi il progetto: scrivere un manuale sull’utilizzo di Tumblr, esaustivo e facile da leggere.
L’ebook fa parte della collana 40k Unofficial, dove hanno scritto molte persone che lavorano con il web e per il web (ad esempio Vincenzo Cosenza e Barbara Sgarzi) e sono molto contenta di aver dato anche io il mio contributo.

“Tumblr è la Woodstock del nuovo millennio”. Partendo da questa tua analogia puoi raccontarci meglio qual è lo spirito della community di Tumblr?

La community di Tumblr è differente rispetto a quella degli altri social network, come ad esempio Twitter e Facebook. Innanzitutto, gli utenti di Tumblr sono molto più consapevoli del mezzo (inteso proprio come mass medium) che hanno a disposizione, a differenza degli utenti di Facebook, e non sono ossessionati dalla ricerca di visibilità, come gli utenti di Twitter. Sono contemporaneamente Storyteller e Content Curator e sono animati da puro spirito di condivisione. I legami tra gli utenti si creano per “affinità elettive” e le interazioni avvengono perché si apprezzano e si vogliono condividere dei contenuti. Tumblr, come fu Woodstock, è il regno incontrastato dei trip psichedelici, della buona musica, delle ragazze carine con i fiori nei capelli che ballano a piedi scalzi abbracciando un gatto.

Nel tuo libro definisci Tumblr un posto intimo e accogliente come la cameretta di un adolescente. Come pensi evolverà questo aspetto con l’ingresso della pubblicità?

Su Tumblr ci sono già dei post sponsorizzati, ma l’intento di Yahoo!, che ha acquistato Tumblr di recente, è proprio quello di accrescere la portata pubblicitaria. La sfida che dovranno affrontare consisterà proprio nel trovare il giusto equilibrio tra pubblicità e il mood di Tumblr ma secondo me, non stravolgeranno nulla. Dopo l’acquisizione, infatti, è stato riconfermato David Karp come CEO, che ha subito “tranquillizzato” con un post la community di Tumblr, dichiarando che la filosofia di gestione sarebbe rimasta immutata.

Che suggerimenti daresti a chi vuole iniziare un Tumblog?

Di leggere prima il mio ebook :) Seguo quasi 500 tumblog e ogni giorno c’è qualcosa di interessante e divertente da scoprire. Il mio tumblog l’ho aperto per avere appunto “un posto intimo” dove raccogliere in maniera ordinata cose interessanti che trovo in giro per il web. Ci posto citazioni da libri e da articoli, foto sia mie che di altri (con la fonte sempre citata). E poi ho tutta una sezione dedicata a vecchie foto di Ringo Starr.

  • Antonio Bianchi

    Ho letto l’articolo,

    interessante, mi sono detto,

    e ho acquistato l’ebook per approfondire.
    Leggo
    le prime dieci pagine, e poi mi imbatto in un “ti potrebbero
    interessare anche” che annuncia inequivocabilmente oltre che
    improvvisamente la fine del libro.
    Ecco è sul concetto di libro che
    resto sorpreso, al di là o insieme all’interesse e valore dei contenuti.

    Si tratta di un articolo, neppure molto approfondito. Nulla di più.

    Anche riguardo il contenuto, posso dire cara autrice?, resto perplesso.
    La caratterizzazione dei contesti e degli utilizzatori di facebook o di
    twitter o delle diverse piattaforme di blog, una definizione di tumblr
    in negativo, non è questo e neppure quello. Fastidioso leggere queste
    generalizzazioni.
    Anche se certo si coglie un certo registro leggero, così spero di avere ben interpretato.
    Insomma,
    non è il problema dell’acquisto dell’ebook, somma che sono in genere
    felice di riconoscere per il lavoro di chi scrive, ma che questo sia un
    book mi sembra davvero un po’ troppo.
    Lo dico con rispetto, cara Laura Fontana.
    Spero che i successivi suoi lavori vogliano prendersi un po’ più di tempo e di profondità. Li leggerò volentieri in questo caso.

    Un saluto a lei e al curatore dell’articolo, Antonio Bianchi