Come diventerà e cosa non sarà mai Facebook [POST CONDIVISO]

Molti si saranno chiesti perché Facebook cambia di nuovo? Presto detto in un video ufficiale che racconta cosa c’è dietro questa piccola grande rivoluzione. Se poi ancora non vi basta qui potete leggere nel dettaglio tutte le novità e, se proprio volete, potete mettervi in lista per accedere prima degli altri al nuovo News Feed. Le novità potrebbero non finire qui e presto verrà introdotta la nuova Timeline, il pagamento delle Offers e tanto altro ancora.

Aria di novità, quindi, e tanto chiacchierare su ciò che stà diventando Facebook oggi. Noi cerchiamo di andare oltre e proviamo a immaginare ciò che sarà il Facebook di domani. Alcuni nostri blogger si sono proiettati verso future evoluzioni e limiti oggettivi.

Andrea Torcoli

Immaginare non il Facebook di domani ma quello di dopodomani significa sicuramente immaginarsi i device tecnologici del futuro. I cambiamenti del social di “Zukkembbergs” sono sempre andati di pari passo con lo sviluppo dei vari schermi, telefoni e tablet. L’ultimo cambiamento palesa la direzione responsive (oddio, mobile più che altro) ciò vuol dire che probabilmente un giorno vedremo Facebook per il device per eccellenza: l’uomo. Perché usare gli occhiali di Google quando possiamo usare il nostro occhio. Magari tramite un innesto sottocutaneo. Attraverso il nostro nervo ottico potremmo gestire le connessioni remote e le connessioni e i ricordi del nostro cervello, come se fosse un unico hard disk condiviso. I dati saranno visualizzati in realtà aumentata. Il click sarà sostituito prima da un battito di ciglia e poi dalla nostra voce interiore, dal pensiero. Al di là di come mi immagino Facebook, spero solo che la sua portata tecnologica non sia direttamente proporzionale alla nostra solitudine.

Silvio Gulizia

Che ne sarà di Facebook? Ho sostenuto tempo fa che morirà entro il 2020 per la propria incapacità di monetizzare tramite mobile e penso che i wearable computer di Google insieme al Google+ Sign in saranno un duro colpo per faccialibro.
Facebook però potrebbe anche sopravvivere come nostro spazio web se, come pare a vedere gli ultimi brevetti resi noti, riuscirà a offrire a ognuno di noi la possibilità di pagare per personalizzare la propria pagina e rimuovere la pubblicità. L’ultimo restyling, che permette di avere lo stesso “giornale” su qualunque device, mi pare che vada in questa direzione. La sfortuna di Zuck è che dopo il disastroso sbarco in Borsa ora ha la stramaledetta necessità di monetizzare.

Marianna Colantoni

“Edizione straordinariaaa! Facebook: il tuo nuovo giornale personalizzato!” Spazio all’impatto visivo (c’entrerà qualcosa l’acquisizione da parte di Facebook di Instagram?), ma soprattutto alle notizie che potremmo scegliere attivando dei magici filtri nei News Feed.
Dunque libero sfogo alla clusterizzazione dei contenuti fra musica, foto, video o post. Insomma, più che un “giornale” io lo definirei un “notiziario personalizzato” che consente sia la convivenza di conversazioni di brand, amici e familiari, che di scegliere cosa avere in primo piano [oggi, il 25% dei contenuti nel News Feed è condiviso da Facebook Page e non da persone].
Dunque, più che chiedermi dov’è che vuole arrivare Zuckerberg, la mia curiosità è rivolta ai brand: come sceglieranno di comportarsi sapendo che la differenza, ancora una volta, sarà dettata dalla qualità dei contenuti?

Luca Sirianni

Il Facebook di domani sarà un grande diario fotografico collettivo e il principale terreno di scontro fra creatività pubblicitarie. Al contrario non sarà mai un rivale di Twitter nel dare info in modo istantaneo, minimale, real-time.

Alessandra Giglio

Ciò che Facebook non diventerà mai è un aggregatore di news come invece può essere Twitter (e come sostanzialmente lo uso io). Rimarrà sempre una bella piazza virtuale in cui raccontarsi gli ultimi pettegolezzi piccanti dell’amico dell’amico. Del resto, però, non era proprio questo lo scopo della sua nascita?

Maria Spadaro

Anche alla luce delle ultime modifiche nel News Feed annunciate a Menlow Park la scorsa settimana, si può dire che Facebook ha la pretesa di essere un diario, un album fotografico delle nostre giornate, condiviso in rete con gli amici, mentre se lo guardiamo più da vicino ci accorgiamo che in realtà si tratta di una riproduzione parziale delle nostre vite, decidiamo noi cosa rivelare e cosa no, scegliamo i contenuti da condividere. Inoltre questa operazione di condivisione virtuale non eguaglierà mai quella che può avvenire tra un gruppo di amici, la potenzialità di una conversazione a voce, a diretto contatto con le persone, sono molto maggiori di quelle che avvengono sul social network, spesso commentando in modo distratto.
L’insistenza sulle immagini e i video, rispetto ai testi, che comunicano istantaneamente un messaggio, testimoniano l’uso incostante e superficiale che facciamo di Facebook, siamo continuamente attratti da questo social network, in modo quasi patologico, ma la fruizione avviene spesso in modo poco concentrato e distaccato, siamo alla ricerca di qualcosa che possa stimolare la nostra attenzione, ma difficilmente svolgiamo qui una ricerca, né lo faremo in futuro.
Per quanto riguarda i luoghi ci interesserà sempre sapere quali città hanno visitato i nostri amici e quali cibi e ristoranti preferiscono, ma se siamo alla ricerca di un suggerimento o un consiglio lo chiederemo a voce o via mail, potremmo essere motivati a visitare un luogo perché ci sono stati alcuni nostri amici, ma difficilmente ci affideremo a Facebook per programmare una vacanza o una serata. Facebook è e sarà sempre una distrazione, disponibile ovunque, su ogni device.

Andrea Carnevali

Il Facebook del futuro sarà sempre più un contenitore generalista dove gli utenti cercheranno di districarsi tra offerte, post sponsorizzati e pubblicità più o meno targettizzata. Zuck questa cosa l’ha capita e, nel tentativo di non scontentare i suoi fan, dà la percezione di risolvere l’overload informativo con un restyling.
Paradossalmente Facebook non riuscirà mai ad essere uno spazio dove si generano contenuti orginali ma sarà sempre più un hub funzionale alla digital curation di brand o persone.

E ora diteci la vostra..