Essere Fashion Blogger è una professione?

In occasione della recente settimana della moda milanese mi è capitato di entrare in contatto in modo più diretto con il dorato mondo delle Fashion Blogger. Popolano le sfilate, sono ambite dalle agenzie di comunicazione e di digital pr, hanno l’imbarazzo della scelta tra eventi, after show parties, cocktail di benvenuto e mille altri impegni legati alle fashion week.

Cosa fanno le Fashion Blogger (di diverso da un classico testimonial)?

Partiamo dal principio, con colei che è annoverata tra le prime ideatrici del fenomeno, tuttora la più ambita del settore, Chiara Ferragni. Partendo dalla condivisione dei suoi look su Flickr, ha creato il suo blog che, in breve tempo, ha saputo collezionare più 90.000 visite quotidiane.

Non a caso, nell’ultima classifica stilata da Les Cahiers Fashion Marketing, il suo blog, The Blonde Salad, ha il titolo di più seguito in Italia.

In generale e, per definizione, la Fashion Blogger nasce come curatrice di un blog di moda, in cui, personalmente, sceglie, abbina e fotografa outfit particolari, per esprimere la propria personale concezione dello stile, della moda.
Non vorrei addentrarmi nel vivido dibattito che le vede comparate ai giornalisti di moda. Di questo si è recentemente discusso anche a Decoded Fashion, l’evento che si è tenuto il 16 ottobre a Milano e che ha visto l’incontro dei massimi esponenti del settore moda e del settore tecnologico e digital. Escludiamo quindi valutazioni in merito alle capacità di scrittura creativa per non addentrarci in un terreno pericoloso.

Quella che, per alcuni, era stata intesa come una democratizzazione della moda, in realtà diventa poi un restyling della celebrità intesa nel senso classico. Dai primi post in cui si raccontavano le proprie scelte di stile, ai racconti degli eventi a cui si è stati invitati, con annessa foto dell’ultimo regalo ricevuto da Louis Vuitton o Chanel.

Il valore delle Fashion Blogger risiede nella portata del pubblico con cui comunicano, regalando loro lo status di canale di comunicazione del brand che le sceglie come testimonial. Da qui le derivazioni che ne conseguono: le fashion blogger diventano modelle, ospiti d’onore, stilyst di capsule collection, tutto purché il marchio in questione possa in qualche modo approfittare della loro visibilità, dei loro fan e follower.
Il ranking di una Fashion Blogger, infatti, non si misura più solo in termini di blog, ma si porta dietro tutte le valutazioni del caso sul bagaglio social. Facebook, Twitter e Instagram, i social prediletti. Migliaia di fan e follower e conseguenti like.

Questa nuova forma di digital pr, soprattutto per il settore moda, ma non solo, permette ai marchi di accedere alle nuove nicchie di audience trasversalmente, teoricamente come se acquistassero adv, ma praticamente a costo di prodotto.