Le app sono un’estensione della memoria

Nativi digitali o acquisiti è raro passare una giornata disconnessi. Via smartphone, tablet, notebook, ecc, dal risveglio a prima di andare a dormire siamo sempre perennemente collegati. Connessi, passiamo da un’app all’altra, in modo particolare dai dispositivi mobile. Le utilizziamo per comunicare, intrattenerci, consultare le ultime notizie. Non solo per azioni al presente, ma anche per quelle legate al passato o improntate al futuro. Le applicazioni mobile si fanno garanti sia della nostra memoria retrospettiva che di quella prospettica.

Le app e la memoria retrospettiva

Ricordare il compleanno degli amici, gli anniversari, le festività importanti non è più un problema, sono tante le app che non ci fanno perdere nemmeno una data. Lo stesso Facebook ci viene in soccorso ogni giorno, segnalandoci compleanni ed eventi. Anche rivivere le emozioni delle vacanze è più semplice consultando gli album che abbiamo condiviso con gli amici, utilizzando Dropbox, o social media, e rileggendo i commenti o le piccole descrizioni ci sembra di essere tornati lì, al mare o in montagna. Sapere cosa è successo il 30 agosto 1953, fare ricerche, è uno scherzo accedendo ai diversi motori di ricerca dal proprio smartphone. Ricordare il titolo e l’artista dell’opera d’arte che stiamo ammirando in un museo e che abbiamo dimenticato non è più un problema con Google Goggles, l’applicazione che scattando la foto di un quadro, un’immagine famosa, una statua, fornisce utili informazioni.

La tecnologia e le app ci impediscono di dimenticare il nostro passato, semplicemente mettendolo a nostra disposizione. Con la possibilità di accedere a internet, dimenticare qualcosa o ricordarlo in modo erroneo è impossibile.

Le app e la memoria prospettica

Ricordarsi di “chiamare il dentista domani mattina per spostare l’appuntamento di giovedì; fare la spesa dopo il lavoro; venerdì alla festa di Laura, chiedere a Gianluca della sua nuova attività…”. Della memoria prospettica fanno parte le azioni ed eventi che abbiamo programmato di fare in futuro. Può trattarsi di un futuro prossimo o di un futuro remoto, e un compito basato sul tempo o sull’evento. Basato sul tempo significa che dobbiamo compiere una determinata azione in un momento preciso, ad esempio scolare gli spaghetti tra 12 minuti. Con basato sull’evento, invece, si intende che al verificarsi di un determinato evento dobbiamo compiere un’azione specifica, ad esempio chiamare Stefano dopo aver finito di cenare. Dimenticare azioni o eventi passati può farci fare una figuraccia, pensate solo all’imbarazzo che si prova quando ci si trova davanti a una persona conosciuta e non si ricorda il suo nome. Ma dimenticarsi di andare a riprendere i figli a scuola, di assumere dei farmaci, di pagare le bollette, o mancare la consegna di un lavoro, può crearci problemi ben più gravi. Esistono tante applicazioni dai semplici calendari, alle to do list, a sistemi per aumentare la produttività e migliorare le prestazioni di lavoro, pensate per evitare danni.

Chi come professionisti freelance, mamme in carriera, studenti universitari, deve prestare molta attenzione alla pianificazione e la gestione degli impegni, giorno per giorno, e non può permettersi dimenticanze può fare ricorso ad applicazioni come Astrid, molto più di una to-do-list. Questa app, disponibile per dispositivi Android, iPhone, tablet, e online, permette di creare liste delle cose da fare, evidenziare gli impegni prioritari, condividere le liste e ottenere remainder. Con questa app gestire gli innumerevoli compiti della giornata è più semplice.

Blogger e web writer, ma anche scrittori e tesisti, hanno ormai scaricato sul proprio smartphone l’app Evernote, così che ogni spunto e idea del momento, in ascensore, in metropolitana o al cinema, non vada perduta.

Per gli spaghetti niente di più facile che puntare un timer, si trova sullo smartphone, ma vanno benissimo anche quelli tradizionali.

Come facevamo prima?

Quando un amico ci parlava del suo compleanno forse prestavamo più attenzione alla data e anche ai suoi interessi e segnavamo il giorno su di un’agenda o un calendario. Non era Facebook a rammentarci che dovevamo fargli gli auguri, ci ricordavamo noi anche con qualche giorno di anticipo, e se lo scordavamo, sapevamo come farci perdonare. I numeri di telefono? Imparavamo a memoria quelli più importanti. Rivivere le vacanze e i giorni fuori porta era un momento da passare con sé stessi a sfogliare gli album con le foto e sorridere dei cambiamenti. O era l’occasione per ritrovarsi con amici e parenti e scambiarsi ricordi. Fare una ricerca era un compito complesso, bisognava sapere su quali libri guardare, in alcuni casi consultate una biblioteca, e le cose cui venivamo a conoscenza erano davvero una scoperta. Gli errori della memoria prospettica potevamo evitarli con un buon uso di agende e calendari, da controllare ogni giorno in momenti precisi della giornata. Dimenticare di andare dal dentista o di fare la spesa poteva succedere, ma forse ci sentivamo meno in colpa, e non era una cosa così grave. Per quanto riguarda gli spaghetti, mangiarli scotti una volta ci impediva di farci sfuggire nuovamente il tempo di cottura.

Avere delle dimenticanze poteva portare risvolti inaspettati e piacevoli. Siamo noi con la nostra personalità e la nostra storia che incorriamo negli errori della memoria, errori che possono avere un significato intrinseco.

App, smartphone, tablet e notebook ci semplificano la vita, sono validi alleati per migliorare la nostra produttività, evitare gli impasse della memoria, ma non dobbiamo farci sopraffare da questi strumenti. Bisogna valutare cosa effettivamente vale la pena ricordare e imparare ad ascoltare se stessi. Esperti programmatori oltre a dedicarsi a creare applicazioni Android o iPhone, dovrebbero crearne almeno una per farci disconnettere ogni tanto dalla rete, potremmo così riscoprire sensazioni perdute.