CircleMe, la serendipity ed i social dopo Facebook [INTERVISTA]

Giuseppe D’Antonio è uno startupper e investitore italiano. Oltre ad essere CO-fondatore di CircleMe con Erik Lumer di CircleMe è infatti investitore della prima ora di Beintoo, la startup italiana che ha vinto l’ultima edizione di LeWeb. In occasione del lancio in beta pubblica di CircleMe (di cui avevo fatto una review su Comunità Digitali qualche tempo fa) ho pensato che potesse essere interessante fare quattro chiacchiere con Giuseppe su come stanno cambiando i social network, con l’avvento di social positivi come Cheers o Pinterest e l’affermazione crescente di Tumblr (ne abbiamo parlato qui).

Innanzitutto, come sta andando CircleMe? 

Abbiamo già ricevuto un grande interesse, soprattutto a livello internazionale. La comunità di utenti è cresciuta bene, linearmente per ora, ma il fattore virale continua ad aumentare. Più del 75% del traffico è al di fuori dell’Italia, con gli Stati Uniti come secondo paese per iscritti. Le reazioni proprio dagli Usa sono buone, con diversi esperti di settore, giornalisti, e influencers che parlano positivamente di quello che stiamo facendo.

CircleMe è stato uno dei primi a puntare sui like e sul fare nuove amicizie sulla base delle passioni comuni. Ora sulla cresta dell’onda c’è Pinterest, ma anche Tumblr per certi aspetti va in questa direzione. Pensi che il mondo dei social media stia attraversando una fase di cambiamento?
Assolutamente. Guarda, credo che in realtà si stia andando oltre il concetto di semplice social network. Lì, Facebook fa un ottimo lavoro: mette in contatto tutti con tutti, e permette una comunicazione incredibilmente efficiente. CircleMe, come Pinterest e altri,  invece cercano di fare una cosa diversa. Con i loro servizi, si focalizzano sul cercare di aggiungere più valore alla persona che utilizza il servizio. Noi diciamo: “Con CircleMe ti riconnetti con te stesso”. Interagendo con il servizio, esprimendo le tue passioni, CircleMe te le fa approfondire ancora di più. Ti fa scoprire fatti e contenuti nuovi legati proprio alle tue passioni. E ti mette anche in contatto con persone che in qualche modo sono simili a te per interessi. Il futuro del web, in molti aspetti è legato a questo tipo di interazioni.

E quale sarebbe il motivo di ciò?

Abbiamo assolutamente bisogno di sistemi di scoperta di contenuti sul web che siano legati alla causalità intelligente. La chiamano smart serendipity: un modo per cui le tecnologie e le dinamiche sociali del web ti aiutino a scoprire contenuti dei quali un utente non conosce l’esistenza e quindi non può ricercare proattivamente, ma per i quali potrebbe avere un forte interesse. Oggi i tempi sono maturi: i social network ci hanno abituato a queste nuove dinamiche di interazione sociale e le tecnologie sono disponibili.

Ho sentito dire più volte è che un conto è fare +1, like, o twittare un contenuto, altro è condividerlo scientemente. Secondo te Facebook & co. si dovranno adeguare? Spiegaci la strada intrapresa da CircleMe, che se non sbaglio è ancora diversa: non avete bottone, ma neppure strumenti simili a quelli proposti da Pinterest o Tumblr.

Per inviare contenuto rilevante a un utente bisogna esser certi che il tema proposto sia di interesse. Su Facebook e altri servizi, proprio perché l’attività di like è troppo semplice, il sistema non può sapere veramente quali sono i temi che interesserebbero un utente. Per questa ragione su tanti di questi servizi alla fine ricevi tanti contenuti di cui ti interessa ben poco, e in questo stream infinito di contenuti trovi ogni tanto qualcosa che vale la pena approfondire. Su CircleMe, ci focalizziamo molto sul fatto che l’utente esprima interessi reali e significativi. In futuro se agli utenti saranno presentati dei veri benefici nell’usare un servizio che si focalizza sugli interessi personali, la persona stessa metterà più attenzione e passerà più tempo a interagire con il sistema. L’esperienza di espressione di un interesse deve sempre richiedere un’azione coscienziosa da parte dell’utente. Detto questo, ci sono anche altri sistemi che ottimizzano l’esperienza in CircleMe, così che l’utente non debba fare troppo lavoro o duplicare quello già fatto. Per esempio si possono importare con un semplice click i like considerati più rilevanti da sistemi proprio come Facebook, Foursquare, GoodReads o Netflix. Fra pochissimo lanceremo anche un’integrazione per i gusti musicali.

Hai visto Cheers? Anche loro si basano sulla condivisione di contenuti positivi, però sono focalizzati sulla vita reale. Secondo te il trend di condivisione del futuro è questo? Mi spiego: con Cheers o Instagram condividi qualcosa che scatti sul momento o che comunque hai creato tu. Con Facebook, Google+ e Twitter, ma anche Tumblr e Pinterest, condividi cose che trovi per lo più sul web. Ancora una volta CircleMe mi pare a metà strada, ma forse più vicino a Cheers.

Guarda, in questo caso secondo me c’è una prospettiva ancora diversa. Cheers, Path o Instagram e molti altri si focalizzano appunto su momenti della vita reale da apprezzare e condividere. Pinterest permette di catturare immagini carine sul web e collezionarle. Sono ottimi servizi, ma in questo sono diversi da CircleMe perché se da una parte l’idea è quella sempre di far esprimere opinioni di interessi, cioè like, all’utente. Con CircleMe si può sfruttare qualcosa che altri servizi non hanno, ed è la tecnologia e logica che c’è dietro. Esprimendo ad esempio un interesse per Lucio Dalla, il sistema, assolutamente automaticamente, ti suggerisce altri potenziali interessi come Celentano, De Gregori, Morandi e Gino Paoli. Dietro CircleMe c’è una logica, sia algoritmica che sociale, che ti aiuta nel processo di scoperta di altri interessi. Francamente, questa non è una cosa facile a farsi, e tanti altri servizi non potendola fare si focalizzano sullo sharing sociale più di qualunque altra cosa.

Da oggi è online l’app mobile a questo link.