3 libri che parlano di pubblicità – parte #2

Nei canali tradizionali e in maniera anche più complessa nella comunicazione social, il punto di arrivo e decodificazione del nostro messaggio sarà sempre lo stesso: la mente umana. Chiunque lavori nell’ambito della comunicazione e/o della pubblicità o sia interessato a capirne i meccanismi non può quindi fare a meno di avere a che fare con questo oggetto affascinante e complesso.

Ecco quindi tre titoli che non dovrebbero mancare nella vostra libreria [cartacea o virtuale che sia!]:

Positioning di Al Ries e Jack Trout. Bibbia del marketer rampante della generazione pre-social, questo libro  rimane un testo attuale anche nell’era  del Web 2.0.  Tesi centrale degli autori è che nel sovraccarico informativo che caratterizza la società contemporanea, il messaggio commerciale [ma perchè no? anche politico] possa catturare l’attenzione ed agganciarsi alla memoria del destinatario solo con un’accurata strategia di “posizionamento” nella mente del ricevente. In maniera semplice e quasi didascalica, questo testo fornisce dei suggerimenti concreti per calibrare una strategia di comunicazione vincente,  più che mai attuali per emergere nella complesso vociare delle piattaforme social.

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La mente politica di Drew Western. In questo blog abbiamo parlato diverse volte di comunicazione politica in chiave social [qui e qui, e più estensivamente nel nostro ebook], spesso mettendo l’accento sull’engagement come componente fondamentale. Western va oltre: analizzando il modo in cui la nostra mente funziona, sottolinea come il cervello emotivo abbia un ruolo centrale nelle scelte elettorali e come, di conseguenza, l’appeal emotivo sia alla radice di ogni campagna politica vincente: vi dice nulla la frase “Yes We can!”? Al di là dei fini strategici, una lettura utile anche per demistificare gran parte della propaganda politica contemporanea.

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Cognitive Surplus di Clay Shirky. Dove nasce il social web? Secondo Shirky dall’infinito mare delle possibilità di collaborazione  creativa offerto alle nostre facoltà cognitive dall’avvento di Internet. Apparteniamo alla prima generazione che passa più tempo sul web che a guardare la televisione, che è passata da una fruizione tendenzialmente passiva della comunicazione alla produzione creativa  e condivisa di nuove forme di espressione. Shirky non considera il passo successivo di questa rivoluzione, come ha fatto un certo Marc Zuckemberg invece, intuendo il potenziale commerciale dei network digitali e dei contenuti user-generated. Fornisce una descrizione convincente e chiara degli elementi fondanti del web sociale e un’ arringa entusiasta sul potenziale innovativo insito nei processi di collaborazione e condivisione che lo caratterizzano.

Tre approcci diversi: un testo classico, uno eterodosso e uno che guarda al futuro, tre concetti complementari di cui fare tesoro per sviluppare strategie di comunicazione di successo.

Buona lettura!

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  • Cognitive Surplus è da tempo nella mia wishlist. Credo sia arrivato il momento di leggerlo. Thanks ;)