Il reale non esiste senza nuovi prodotti

Entrare nel ritmo delle persone. Quello che viene chiamato il ritmo circadiano. Questo è l’obiettivo ultimo del business contemporaneo.

Entrare in quel ritmo biologico che dura 24 ore (dal latino “circa diem“) che regola la vita degli uomini.

Entrare in questi ritmi vuol dire impossessarsi dei nostri “bisogni” primari.

Così han fatto Apple, Facebook, Starbucks, Nike. I servizi ed i prodotti ridefiniscono il legame con il marchio e lo trasformano in parte del nostro vissuto quotidiano: correre, usare il telefono, bere, mangiare, guardare il sole che sorge o tramonta.

I consumatori vengono “ri-programmati”, attraverso un nuovo imprinting (com’era bravo Steve Jobs in questo), ridiventiamo bambini e scopriamo i nuovi bisogni primari.

In questo senso questo nuovo mondo (che io definisco Hyper Natural) ogni nuovo prodotto è parte di un ciclo esperenziale unico, senza più alcuna differenza tra rappresentazione ed oggetto reale. Tra prodotto, esperienza di brand e vita.

In questo senso il reale “non può esistere” senza i nuovi “prodotti”. Questo abbraccio da parte degli oggetti/servizi/brands quanto potrà durare? È destinato a spezzarsi? Stiamo diventando solo una variabile del sistema in un ritmo circadiano non nostro ma del sistema?

Le nostre vite in Facebook od al telefono, scandite dai servizi e dai prodotti (iTunes, App Store, iCloud, iPhone, iPad, iPod, Apple TV, solo per citare il caso Apple) diventano sempre di più parte centrale di un meccanismo eterodiretto.

Siamo al centro di un abbraccio mortale e ci sentiamo così terribilmente “a casa” e felici. Quasi felici.

Photo Credits | blancarleal

  • I dandy di fine Ottocento teorizzavano la coincidenza di vita e arte, Warhol ad inizio anni Sessanta quella tra arte e produzione di massa. Il cerchio, un po’ perversamente, si chiude.

    • Si, la letteratura, la filosofia e l’arte sono sempre avanti rispetto alla tecnologia. Oggi i Brand, grazie alla tecnologia rendono gli oggetti avvolgenti rispetto agli utenti. Così avvolgenti da trasformarsi nel reale tout court e non in strumenti atti a svolgere un compito. Ecco mi verrebbe da dire, parafrasando e rivoluzionando Warhol, “Un giorno ognuno di noi riuscirà a non essere nessuno per 15 minuti”. Ecco la vera fama, ricchezza e straordinarietà sarà quella di chi potrà permettersi di non essere connesso. Almeno per 15 minuti