Apple, Mappe e la morte di un mito

La perdita di un mito, di una colonna portante, di una pietra miliare può sempre essere destabilizzante: lo sa bene la Apple, che ultimamente, dopo la scomparsa del fondatore, versa in condizioni quanto meno dubbie. Dal punto di vista dell’hardware, la società californiana ci propina iPad mini, iPhone 5 e iPod Touch che ormai sono – è imbarazzante a dirsi – la copia sputata di modelli precedentemente commercializzati e che non portano alcun tipo di innovazione sul mercato.

Alcuni dicono che Tim Cook [successore, solo di fatto, del controverso genio Steve Jobs] stia solamente cercando di spolpare fino al midollo i clienti afecionados e Apple-dipendenti, che non possono fare a meno dell’ultimo gadget tecnologico che Cupertino sforna.
Di fatto, IMHO, la qualità della società è in drastica caduta. Come faccio ad affermarlo? Un unico, minuscolo, esempio: l’applicazione Mappe.

Dietro alla bagarre dell’app “Mappe” sono stati alzati numerosi polveroni, che hanno portato anche al licenziamento del responsabile del settore. Le nuove mappe di Apple sono imbarazzanti: i posti che cerchi sembrano non essere più lì dove sono, le indicazioni prevedono imboccare strade inesistenti, le lamentele dei “maccanici” sempre più insistenti.
Ma, cosa ancora peggiore: l’usabilità è pessima! Se per caso usi un dito in più per scorrere il dettaglio delle mappe, quelle “si girano” e ti restituiscono la visione in 3D; il segnalatore di posizione [il puntino blu, per capirci] non si allinea in tempo reale agli spostamenti ed è quanto meno impreciso, per non dire inutile; se cerchi una strada – che, 90 su 100, il software non troverà! -, ti appaiono le indicazioni da scorrere sequenzialmente con lo swap […] che, anche lì, se per caso tocchi inavvertitamente lo schermo, sei necessitato a ricominciare da capo. Già, dimenticavo: anche l’aggiornamento delle indicazioni a seconda della posizione in cui ti trovi è tremenda, bisogna sostanzialmente ri-settare tutte le opzioni e ripartire dal nuovo punto geografico.

La soluzione? Alla fine di dicembre arriva l’attesissima app di Google che riporta le splendide mappe di Larry Page sul telefonino della mela, o no? Chiaramente, Mountain View non poteva certo rimanere indietro in quanto a innovazione, quindi, novità “interessantissime” anche qui: ecco introdotta la scomodissima funzione 3D [con il medesimo inconveniente delle mappe native di Apple], per non parlare poi della nuova modalità di scorrimento delle indicazioni “alla Apple”, con le solite notifiche in alto; anche la difficoltà di ricalcolo del tragitto sono state copiate “paro paro” da Cupertino!
Cosa si salva, allora, della nuova app di Google? La funzione vocale è senza dubbio interessante e disponibile su qualsiasi modello di telefono. Apple ha riservato questa funzione ai possessori di 4S in su e io col mio iPhone 4 ne sono tagliata fuori, quindi non so fare paragoni. La navigazione in auto è decente con tanto di segnalatore di posizione che “si sposta con te”. Ma rispetto alla cara, vecchia app pre-iOS 6, non c’è davvero paragone.

Insomma, per dirla in due, concise, parole: rivoglio indietro la app [prei]storica delle Mappe! …e, già che ci siamo, anche la cara, vecchia Apple che innovava e precorreva i tempi…

PS: chi mi sa segnalare un’alternativa valida che mi permetta di usufruire degnamente delle mappe? Oppure, chi sa come riavere l’app pre-iOS 6??

  • Non sono d’accordo su niente.

  • è da quando è scomparso Steve Apple che sostengo questa cosa e, per par condicio, l’ho detto anche di Bill Microsoft. Questi ultimi qualcosa di buono lo mettono in pratica, forse perché sono sempre stati “indipendenti” dal proprio Guru in termini intellettuali.. Lo dico da consumatore Apple since 1991

  • “Apple versa in condizioni quanto meno dubbie”. Wow che analisi! Sicuramente avrà tenuto conto del fatto che il fatturato Apple nel 2012, primo anno senza il fondatore, ha contato per il 20% del fatturato totale del settore tecnologico statunitense! (http://bgr.com/2013/02/19/apple-consumer-technology-revenue-share-331122/)
    O magari prenderà in considerazione anche l’ecosistema iTunes, che da solo vale 12 miliardi di dollari l’anno. http://www.businessinsider.com/itunes-sales-2013-1, conta 500 milioni di utenti con carta di credito registrata, oltre ai 250 milioni di utenti iCloud registrati in due anni.

    Si insomma ci sono proprio tutti gli indizi di una crisi imminente. soprattutto dopo un ultimo trimestre 2013 in cui i profitto sono stati di soli 13 miliardi. Che sono (in tre mesi) tre volte i profitti di Amazon in dieci anni (5 miliardi circa dal 2002 ad oggi).

    Ma di che parliamo, su…
    Lasciateli perdere questi articoli link-bait …

    • Ciao Andrea, premetto che non ho una vera e propria opinione in merito, non essendo neanche Apple addicted, ma probabilmente un trend non è visibile nei dati attuali piuttosto in quelli futuri.

      • mica serve essere Apple addicted per avere un’opinione in merito :) Comunque è abbastanza difficile individuare trend da “dati futuri”, soprattutto se i presunti dati futuri sono al massimo quelli di alcuni analisti che 90 volte su cento non ne beccano una e nei 10 casi restanti ci prendono un po’ per fortuna un po’ per intuizione ;)
        Il concetto è semplice: Apple è ancora una corazzata e lo sarà per un bel po’. Se da domani cominciassero a non vendere più niente e a non fare più niente rimarrebbero comunque una delle più grandi aziende al mondo per anni. (Non fanboyismo, ma semplice lettura oggettiva di certi indicatori finanziari).

        • Caro Andrea, certo: non ho citato dati. E non l’ho fatto volutamente, perché io non credo che la crisi della Apple si rispecchi (ancora!!! ma, IMHO) sul fatturato o sui “numeri economici”. La crisi di cui parlo io è una crisi molto più profonda: è la crisi creativa. Quella che ti fa mettere sul mercato dei prodotti obsoleti alla nascita, che non apportano nulla di significativo tra un modello e l’altro. Prendi per esempio il salto enorme che è stato fatto tra iPhone 3 e iPhone 4 e, mantenendo la stessa distanza di modelli, tra iPhone 4 e iPhone 5. Cos’è cambiato?? Di mezzo c’è Retina e Siri, nulla di più. Ah, sì, dimenticavo: una linea in più di app sullo schermo. Beh, un po’ pochino però la Apple, secondo sempre la mia opinabilissima opinione.

          E comunque, Andrea, spero di sbagliarmi! Spero di vedere presto qualcosa di veramente strabiliante e innovativo, e non una replica di prodotti che già esistono. Qualcosa alla Windows 8, per esempio.

  • Ciao Alessandra, da una parte i malfunzionamenti che citi sono più o meno tutti reali anche se molto sporadici e, tutto sommato, affrontabili.

    Dall’altra però bisogna considerare la scelta tutto sommato coraggiosa di una azienda che, probabilmente, non aveva certo bisogno di competizione in un mercato nel quale, fino a poco tempo prima, aveva delegato l’intera torta a un concorrente diretto.

    Guerra termonucleare di Jobs a parte, naturalmente.

    Mappe può solo migliorare: quando – non se – diverrà matura e competitiva, allora potremo eventualmente analizzarne in maniera puntuale la qualità anche in relazione a dati certi di fatturato geo-based.

    Un’unica app in sé dice poco, mi intriga molto di più ragionare sul business-model che Apple applicherà ad essa quando si tratterà di battere cassa.

    • Grazie per il commento, Stefano, e scusa il ritardo nella risposta. Certo, sono assolutamente d’accordo con te. Quello che voglio puntualizzare è che però, nell’era pre iOS 6, avevamo già una app Mappe degna di questo nome e che era, IMHO, funzionalissima e praticamente infallibile. E’ davvero un peccato che, ora, ci ritroviamo con un’app nativa molto acerba e un’app di Google che ha perso la sua efficacia e il suo utilizzo snello che la contraddistingueva. Un peccato davvero — soprattutto per chi, come me, usa molto le mappe… dovessi dirlo in percentuale, per me le mappe contano un 40% dell’esperienza iPhone. Tremendo non avere più la bella app pre iOS 6!

  • simone

    Certo, mentre scrivo Apple non è più l’azienda con maggiore valore in borsa in assoluto, ma certi primati non possono durare in eterno. Riguardo le mappe, devo dire che pur trovando eccellenti quelle di Google, Apple ha introdotto novità interessanti (come la navigabilità offline, chiaramente limitata ad una ceta copertura scaricabile precedentemente), nell’ambito di un’applicazione che non può essere matura, a questo punto. TV e prossimi tablet e telefoni saranno un banco di prova interessante, per ora non credo ci siano dati per dare un giudizio drastico, ma la discussione è interessante.