La battaglia tra Apocalittici e Integrati si è spostata sul web

Nel 1964 Umberto Eco, in Apocalittici ed Integrati, descriveva in modo caricaturale chi aveva la tendenza di condannare tutta la cultura di massa – dai fumetti alla tv – e chi ci sguazzava dentro senza porsi troppi problemi morali.

A distanza di 50 anni torna a parlarne a Camogli, durante il Festival della Comunicazione, mettendoci in guardia su cinque criticità del mondo digitalizzato. Oggi la battaglia, così come la comunicazione, si è aperta al web.

In quest’occasione Eco ha interpretato il ruolo dell’apocalittico per stimolare il dibattito attorno a tematiche di grandi rilevanza che però, in un mondo troppo spesso di integrati, è acritico verso i mutamenti che tecnologia e digitalizzazione stanno apportando da un punto di vista culturale, economico e sociale.

– La capacità di filtrare le informazioni e di valutare l’attendibilità delle fonte. E’ tramontata la funzione del Gate Keepers, l’elemento di garanzia e vaglio di fiducia, così l’apparente libertà dell’utente coincide con il suo smarrimento;

I social network come strumento di sorveglianza e di controllo in cui utente è contento di essere osservato. Avere gli occhi puntati addosso ci fa sentire vivi e ci fa emergere dalla massa e ci fa sentire come un attore di un teatro con i riflettori puntati addosso;

– La circolazione globale di informazioni rischia di mutare il concetto di consenso democratico. Storicamente la chiacchiera da Bar Sport aperta a tutti, a caldo, trascinata più dal diverbio che dal dibattito, non ha mai assunto al ruolo di “opinione”, ma è sempre morta appena nata. Oggi questa diventa un tweet, viene veicolata dalla televisione e grazie a ciò il brusio della folla acquista dignità di “opinione”. Quello che doveva essere partecipazione democratica diventa rumore prodotto da una massa;

– L’eccessiva mole di informazioni, non assorbibile, sta comportando la perdita della memoria del passato da parte delle giovani generazioni. Si vive nella percezione che non è necessario ricordare perché basta toccare un tasto per sapere quello di cui si è bisogno;

Non sappiamo quanto sopravvivano i supporti elettronici. Ad esempio i floppy disk sono ormai obsoleti, oltre che illegibili. Sopravviveranno i nostri supporti digitali nei prossimi 500 anni?

Nelle prossime settimane affronterò singolarmente le criticità evidenziate, dedicando a ognuna un post, nel frattempo vi consiglio di vedere l’intervento integrale.