Algida Talking Ice Cream. Ecco i segreti del successo [INTERVISTA]

L’estate del 2015 è stata definita da molti come una delle più calde degli ultimi anni. Sulle strade delle maggiori città italiane, nonostante il clima infuocato, un Brand è riuscito però a portare una ventata di freschezza e allegria con una riuscitissima campagna OOH, che ha avuto molta eco anche in Rete. Parliamo di “Talking Ice Cream” di Algida, una campagna che ha avuto come obiettivo quello di far tornare a parlare al cuore dei consumatori prodotti classici come il Cremino, il Fior di Fragola e il Liuk.

Per scoprire come è nata l’idea alla base di “Talking Ice Cream” abbiamo intervistato Stefano Solarino, Creative Director di APLOAD, l’agenzia che ha curato la campagna.

Come avete ideato la recentissima campagna Algida che ha fatto tanto parlare [e sorridere]?

Come molto spesso succede (ahinoi) risultati come questi non vengono da una pianificazione così strutturata come si possa pensare.
Il brief in due parole era: come dare nuova linfa ai Classici, gelati che esistono da sempre, nell’anno del 70° compleanno di Algida?
Per farlo gli abbiamo dato parola, senso dell’ironia e caratteri ben precisi. Questo li ha svecchiati agli occhi del pubblico creando nuovo interesse.

Secondo te il successo è arrivato grazie all’utilizzo di frasi di patrimonio pubblico – un po’ come fa Zerocalcare nei suoi fumetti – che hanno permesso di avviare una relazione diretta con il pubblico o anche per altri motivi?

Sicuramente si. Il concetto alla base della campagna è proprio il legame semantico tra i Classici del gelato come Liuk, Cremino, Croccante e Fior di Fragola e i classici della cultura popolare da bar (appunto) come la musica, il cinema, i programmi televisivi e i modi di dire.

In qualche modo è stata un esempio di come una campagna di affissione può valicare i limiti dell’offline per diventare virale nell’online. In una comunicazione sempre più digital è questo il futuro della comunicazione ‘tradizionale’?

Non credo che questa campagna rappresenti un esempio in tal senso, semplicemente perché non è stato fatto nulla per agevolare la viralizzazione della campagna. Basti pensare che il cliente non ha mai pubblicato 6 dei 7 soggetti realizzati sulla sua pagina FB ufficiale per sfruttare un potenziale bacino di 7,5 milioni di fan. Sono stati gli utenti stessi a decretare il successo della campagna pubblicando le proprie foto dei billboard/bus/poster e a condividerle creando un vero fenomeno sociale. La comunicazione del futuro, o meglio del presente, deve incentivare e alimentare questi meccanismi cercando un’interazione con il cliente.